Didattica dell'Armonia
L’insegnamento dell’armonia nasce da una tradizione solida – quella trasmessa da Luigi Molfino – sviluppata però in una prospettiva personale che ne estende le possibilità operative e musicali.
Il lavoro parte da un principio fondamentale: l’armonia non è un insieme di regole da applicare sulla carta, ma un’esperienza sonora che si costruisce con l’orecchio e con la mano. Per questo motivo, ogni elemento viene prima sperimentato direttamente al pianoforte, e solo successivamente fissato per iscritto.
Il percorso iniziale si basa sulla realizzazione del basso dato, affrontata attraverso criteri semplici ma estremamente efficaci:
- continuità delle voci mediante note comuni;
- movimento minimo delle altre parti;
- ricorso al moto contrario quando necessario.
Su questa base, vengono progressivamente introdotti i rivolti, con un approccio che unisce chiarezza operativa e consapevolezza del risultato sonoro.
Una tripla lettura dell’armonia
Fin dalle prime fasi, lo studente sviluppa una lettura su più livelli:
- grado del basso → indica la struttura da costruire
- siglato armonico → identifica l’accordo risultante
- funzione armonica → ne chiarisce il ruolo sintattico nel contesto musicale
Questa tripla prospettiva consente di comprendere l’armonia non solo come costruzione verticale, ma come linguaggio, favorendo una maggiore flessibilità e profondità di pensiero.
Una parte significativa del percorso può essere svolta anche a distanza, attraverso lezioni online strutturate e materiali personalizzati. Le fasi iniziali e di sviluppo del linguaggio armonico si prestano particolarmente a questo tipo di lavoro.
Dalla regola al linguaggio
Con il progredire dello studio, le regole si riducono progressivamente, lasciando spazio alla costruzione di un pensiero musicale autonomo.
L’allievo affronta gradualmente:
- armonizzazione della melodia;
- scrittura di brevi composizioni pianistiche;
- uso di cromatismi, enarmonie e modulazioni anche verso tonalità lontane;
- accordi estesi (nona, undicesima) e armonia dissonante artificiale.
Il lavoro si sviluppa sempre in continuità con l’esperienza sonora, evitando la separazione tra teoria e pratica.
Oltre la tonalità, senza fratture
Nelle fasi più avanzate, il percorso conduce progressivamente verso un ampliamento del linguaggio armonico, fino a mettere in discussione il ruolo centrale della tonalità.
Questo passaggio non avviene come rottura, ma come evoluzione naturale:
- introduzione di scale non tradizionali;
- passaggi per transizione anziché per modulazione;
- progressivo indebolimento delle funzioni armoniche;
- costruzione di successioni basate su criteri alternativi.
La tonalità non viene negata, ma superata come necessità strutturale, diventando una possibilità tra le altre.
Un percorso coerente e completo
L’intero itinerario mantiene una coerenza interna che permette allo studente di attraversare livelli diversi – dalla preparazione agli esami tradizionali fino a linguaggi più avanzati – senza fratture e senza dover “ricominciare da capo”.
Non si tratta di dimenticare ciò che si è appreso, ma di portarlo a compimento.